Gli scarponi da trekking invernale sono la parte dell’attrezzatura che pesa di più sul comfort: un piede freddo o bagnato rovina l’uscita prima di qualunque altro problema. Non esiste lo scarpone perfetto per tutte le condizioni, esiste quello giusto per la neve che troverai e per quanto camminerai.
Ecco come scegliere gli scarponi trekking invernale, come provarli e quando aggiungere ghette e ramponcini.
Scarponi trekking invernale: le caratteristiche che contano
Indice
- Suola: tasselli profondi e ben distanziati, che scaricano la neve invece di accumularla. Una suola che si impasta fa scivolare.
- Tomaia: alta, che avvolge la caviglia e protegge dall’umidità. Con neve alta serve un gambetto che non si riempia al primo passo.
- Impermeabilità: membrana impermeabile e traspirante, con linguetta a soffietto e cuciture protette.
- Isolamento: un’imbottitura interna aiuta nelle giornate fredde e nelle soste. Il limite di temperatura dichiarato dal produttore è un’indicazione, non una garanzia: dipende da calze, movimento e persona.
- Rigidità: uno scarpone più rigido sostiene meglio su neve dura e quando si applicano i ramponcini. Uno più flessibile è più comodo su neve soffice e sentieri facili.

Taglia e prova
Provali nel pomeriggio, quando il piede è leggermente gonfio, e con le calze che userai davvero in inverno. Le dita devono muoversi, ma il tallone non deve alzarsi a ogni passo.
Fai una prova in discesa, su una rampa o su una scala del negozio: se le dita battono in punta, la taglia è troppo piccola.
Ghette: quando servono
La neve alta o bagnata entra dal bordo dello scarpone, fra il gambetto e il pantalone. Le ghette chiudono quel passaggio. Le versioni corte bastano per neve poco profonda, quelle alte per neve fresca e per le ciaspole.

Ramponcini e ramponi: due cose diverse
I ramponcini, detti anche microspikes, sono catenelle con piccole punte che si infilano sullo scarpone. Servono sui sentieri battuti, sulla neve compatta e su tratti di ghiaccio leggero.
I ramponi hanno punte più lunghe e si usano su ghiaccio e pendii ripidi. Richiedono uno scarpone rigido e un minimo di esperienza: se il sentiero è così ghiacciato da dover pensare ai ramponi, l’uscita non è più da escursionista occasionale.
- Neve battuta e un po’ di ghiaccio: ramponcini.
- Neve alta e soffice: ciaspole con ghette (leggi come scegliere le ciaspole).
- Ghiaccio vivo o pendii ripidi: rinuncia, oppure vai con una guida.
Come curarli
A fine giornata togli solette e lacci e lascia asciugare gli scarponi in un luogo ventilato, mai sul termosifone: il calore eccessivo rovina colle e membrana. Ogni tanto controlla suola e cuciture e riproteggi la pelle, se la tomaia lo prevede.
Prima di uscire
Lo scarpone non sostituisce la valutazione del percorso. Controlla il bollettino valanghe, il bollettino neve e le webcam, e scegli itinerari adatti alla tua preparazione. Se ti serve un’idea per vestirti nelle giornate fredde, nella nostra guida per i principianti con le ciaspole trovi gli itinerari più semplici da cui partire.