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Prima di ogni uscita sulla neve fuori dalle piste, ciaspole, scialpinismo o freeride che sia, la prima cosa da fare è leggere il bollettino del pericolo valanghe. In Italia lo pubblica ogni giorno in stagione l’AINEVA, l’associazione che coordina i servizi neve e valanghe di Regioni e Province autonome alpine e appenniniche. Qui trovi come interpretarlo, quali attrezzi servono e cosa fare se qualcosa va storto.
Il bollettino aggiornato è consultabile sul bollettini ufficiale AINEVA (si apre in una nuova scheda). Controlla sempre la data e l’ora di emissione: la situazione può cambiare in poche ore.

La scala europea del pericolo valanghe
Indice
Il pericolo è espresso con cinque gradi, uguali in tutta Europa. Non crescono in modo lineare: passare dal grado 4 al 5 è un salto molto più grande che passare dal 1 al 2.
| Grado | Nome | In breve |
|---|---|---|
| 1 | Debole | Manto nevoso in genere ben consolidato |
| 2 | Moderato | Stabilità discreta, punti critici localizzati su alcuni pendii ripidi |
| 3 | Marcato | Distacco da parte di un singolo escursionista realistico; è il grado in cui avviene la maggior parte degli incidenti |
| 4 | Forte | Neve instabile sulla maggior parte dei pendii ripidi, possibili valanghe spontanee |
| 5 | Molto forte | Instabilità diffusa anche su pendenze moderate: fuoripista non praticabile |
- 1 – Debole: il manto nevoso è in genere ben consolidato; solo su rarissimi pendii molto ripidi può staccarsi qualcosa, di dimensioni contenute.
- 2 – Moderato: stabilità discreta, con punti critici localizzati su alcuni pendii ripidi. Basta evitare i luoghi indicati nel bollettino.
- 3 – Marcato: su molti pendii ripidi il manto è solo moderatamente stabile e in alcuni è debole. Sono possibili valanghe anche grandi e il distacco da parte di un singolo escursionista è realistico. È il grado a cui avviene la maggior parte degli incidenti, perché la giornata sembra bella e invitante.
- 4 – Forte: la neve è instabile sulla maggior parte dei pendii ripidi e si possono staccare valanghe spontanee, spesso di grandi dimensioni. Le possibilità di uscire in sicurezza sono molto ridotte.
- 5 – Molto forte: instabilità diffusa anche su pendenze moderate. Le escursioni fuori pista non sono praticabili.
Nel testo del bollettino, “possibile” e “probabile” indicano la probabilità di distacco: con “possibile” si parla di valori fino a circa due terzi, con “probabile” di valori superiori. La pendenza che conta è quella dell’intero pendio e anche di ciò che sta sopra di te: una zona piana può essere raggiunta da una valanga partita più in alto.
Come leggere il bollettino, passo dopo passo
- Il grado di pericolo per la tua zona e per la quota in cui ti muovi. Spesso il valore cambia con l’altitudine.
- Il problema valanghivo tipico. Il bollettino ne indica cinque: neve fresca, neve ventata, strati deboli persistenti, neve bagnata e valanghe da slittamento. Ognuno si comporta in modo diverso e richiede scelte diverse.
- Esposizione e quota. Le icone mostrano i versanti e la fascia altimetrica più critici. Sono indicazioni di massima: ai margini di quelle zone la prudenza resta necessaria.
- Estensione. Parole come “alcuni”, “molti” o “la maggior parte dei pendii” dicono quanto è diffuso il problema.
- Tendenza. Guarda cosa succede nei giorni seguenti. Temperatura, vento e zero termico dicono se la situazione sta migliorando o peggiorando.
Le situazioni più insidiose
- Neve fresca: dopo una nevicata abbondante il nuovo strato ha bisogno di tempo per legarsi al vecchio. Meglio aspettare uno o due giorni.
- Neve ventata: il vento trasporta la neve e forma accumuli compatti (“lastroni”) sui versanti sottovento e dietro i crinali. Sono spesso la causa di valanghe a lastroni distaccate dal passaggio di una persona.
- Strati deboli persistenti: strati fragili nascosti dentro il manto. Sono difficili da riconoscere dalla superficie e per questo vanno trattati con margini di sicurezza ampi.
- Neve bagnata: con il caldo o la pioggia la neve perde coesione. Conviene partire presto e rientrare prima che il sole scaldi i pendii.
L’attrezzatura: ARTVA, pala e sonda
Chi si muove su terreno innevato fuori dalle piste deve portare con sé ARTVA, pala e sonda e saperli usare. Il decreto legislativo 40/2021 lo richiede per chi pratica scialpinismo, sci fuoripista, ciaspole e altre attività in ambiente innevato in zone con pericolo di valanghe. Si approfondisce nella nostra guida sull’assicurazione e gli obblighi per chi scia.
- L’ARTVA (apparecchio di ricerca in valanga) emette e riceve un segnale. Si indossa sotto la giacca, acceso in trasmissione dalla partenza al ritorno.
- La sonda serve a individuare con precisione la persona sepolta e la sua profondità.
- La pala è lo strumento per scavare. Senza di essa il compagno resta sepolto.
- Lo zaino con airbag è un aiuto in più, non sostituisce il kit.
Avere l’attrezzatura non basta: serve esercitarsi più volte durante la stagione. Molti club CAI, scuole di scialpinismo e guide alpine organizzano corsi di sicurezza e giornate di addestramento in neve.
Checklist prima di partire
- Leggi il bollettino del giorno e quello del giorno prima.
- Scegli un itinerario adatto al grado di pericolo: con grado 3 o superiore evita i pendii superiori ai 30°.
- Cerca informazioni su meteo, vento e temperature.
- Non andare mai da solo e avvisa qualcuno del percorso.
- Controlla la batteria dell’ARTVA e che tutto il gruppo abbia il kit.
- Lascia distanza tra i partecipanti nei tratti ripidi: un pendio alla volta, una persona alla volta.
- Se hai dubbi, rinuncia: l’itinerario ti aspetta un altro giorno.
Cosa fare in caso di valanga
Se sei travolto: prova a fuggire di lato, lascia andare i bastoncini, fai movimenti di nuoto per restare in superficie e, quando senti rallentare, porta le mani davanti al viso per creare una sacca d’aria.
Se vedi travolgere un compagno: osserva il punto di scomparsa, chiama subito il 112 (numero unico di emergenza), poi inizia la ricerca con l’ARTVA in modalità ricezione. Il tempo è decisivo: le probabilità di sopravvivenza di chi è sepolto diminuiscono rapidamente nei primi minuti. Prima si scava, meglio è.
Domande frequenti
Quando esce il bollettino valanghe?
In stagione viene aggiornato ogni giorno dai servizi regionali e provinciali, con un riepilogo su scala nazionale sul sito AINEVA. L’orario preciso dipende dal servizio: leggi sempre la data di emissione.
Se il pericolo è 2, sono al sicuro?
No. Il grado 2 non significa “nessun rischio”: restano punti critici localizzati. Con pericolo moderato si può uscire, ma vanno evitati i pendii segnalati e vanno sempre portati ARTVA, pala e sonda.
Il bollettino vale anche per le piste?
No. Le piste aperte sono messe in sicurezza dai gestori. Il bollettino riguarda il terreno fuori pista e gli itinerari non controllati.
Ho le ciaspole su un sentiero battuto, serve l’ARTVA?
Dipende dal terreno. Su percorsi pianeggianti e lontani da pendii ripidi il rischio è ridotto, ma se attraversi o sei sotto un pendio ripido il kit va portato. Maggiori dettagli nella guida alle ciaspole per principianti.
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce un corso di sicurezza né il parere di una guida alpina. Per le informazioni aggiornate fai sempre riferimento ai bollettini ufficiali.
Fonti: AINEVA – bollettini neve e valanghe; AINEVA – Il bollettino valanghe e la scala di pericolo.