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La Cima Rossa di Saènt (3.347 m) si raggiunge dalla Val di Rabbi, nel Parco Nazionale dello Stelvio, con una salita in due giorni e una notte nel locale invernale del Rifugio Saènt Dorigoni. È un itinerario solitario, con panorama vasto e una discesa lunga che richiede neve assestata, per questo è consigliato in primavera.

| Impegno | BSA: buoni sciatori alpinisti |
|---|---|
| Partenza | Di norma 1.370 m, nei pressi del Rifugio Il Fontanino (1.381 m) |
| Dislivello | 1.977 m (primo giorno 1.066 m; secondo giorno 911 m) |
| Tempo di salita | 8 ore (primo giorno 4 ore e 30; secondo giorno 3 ore e 30) |
| Punto d’appoggio | Rifugio Saènt Dorigoni, circa 2.436 m (locale invernale con materassi e coperte) |
| Accesso | Da Malè, circa 1 km prima verso Cles si imbocca la Val di Rabbi; San Bernardo, Piazzola, Somrabbi |
Cima Rossa di Saènt: il percorso
Indice
La strada carrabile oltre Piazzola è spesso interrotta da una grande valanga a 1.400 m; se è sgomberata si arriva al Rifugio Il Fontanino. Il primo giorno si risale la strada fino alla Malga Stablasòl (1.539 m: attenzione al versante di sinistra, valanghivo), poi a Malga Stablèt (1.589 m), e si aggira una ripida balza rocciosa, a seconda dell’innevamento anche con gli sci ai piedi. Si raggiungono la baita sul Dosso della Croce (1.799 m) e il Casotto di Saènt (1.784 m); un secondo gradino roccioso si supera a piedi, lungo il «Sentiero degli Alpinisti», con molta attenzione. Un ripiano con panchine a 2.160 m segna l’inizio della parte più facile, fino alla piana sotto il Rifugio Saènt Dorigoni.
Il secondo giorno si sale in direzione del Passo di Saènt (2.965 m) fino a un palo segnavia a circa 2.490 m, poi si volta a sinistra per ripidi pendii intervallati da brevi falsipiani fino a un ampio catino a circa 2.860 m, sotto la Cima Mezzena (3.172 m). Un ripido canale porta a una sella a circa 3.210 m, sulla dorsale sud-est della cima, e da lì la salita è facile fino alla vetta, con attenzione alle cornici sulla destra negli ultimi metri.
La discesa segue l’itinerario di salita e va affrontata abbastanza presto: nella seconda parte c’è pericolo di slavine con l’aumento delle temperature.
Cartografia consigliata
Carta 4Land n. 126 «Val di Sole» in scala 1:25.000; Kompass «Parco Nazionale dello Stelvio» (foglio 72) in scala 1:50.000. Verifica l’edizione aggiornata.
Prima di partire: sicurezza
- Consulta il bollettino valanghe aggiornato (AINEVA e bollettino della Provincia autonoma di Trento) e rinuncia o cambia meta se il pericolo è marcato o superiore sui pendii dell’itinerario. Trovi indicazioni nella guida ai bollettini neve e valanghe e in quella su come leggere il bollettino AINEVA.
- Porta sempre ARTVA, pala e sonda e sai usarli; valuta uno zaino con airbag.
- Controlla meteo, vento e temperature in quota: neve ventata e cornici in cresta cambiano il rischio da un’ora all’altra.
- Con la neve non assestata la prima parte, fino al Rifugio Saènt Dorigoni, è esposta a valanghe: l’itinerario si fa con neve stabile, di norma in primavera.
- Avvisa qualcuno del percorso e dell’ora di rientro.
I dati (quote, dislivelli, tempi) sono indicativi e riprendono le relazioni scialpinistiche di riferimento; non sostituiscono carta, guida aggiornata e valutazione sul posto: condizioni, tracce e accessi possono cambiare da una stagione all’altra. Per interpretare le sigle di difficoltà leggi la guida alle scale di difficoltà dello scialpinismo.
Domande frequenti
Serve dormire in rifugio?
La relazione propone due giorni, con pernottamento nel locale invernale del Rifugio Saènt Dorigoni (materassi e coperte). Verifica sempre lo stato del rifugio e l’apertura della strada prima di partire.
Quando conviene andare?
Con neve assestata, preferibilmente in primavera, partendo presto per la discesa.
La strada è sempre aperta?
No: a quota 1.400 m c’è spesso una grande valanga che interrompe la strada per il Rifugio Il Fontanino.
Per il parco vedi la scheda di Wikipedia sul Parco nazionale dello Stelvio.