A inizio stagione la neve non è tutta uguale, e saperla riconoscere cambia la giornata sugli sci: la scelta della pista, l’orario, la sicurezza fuori dai tracciati. I principali tipi di neve che si incontrano tra novembre e dicembre sono cinque: fresca, ventata, battuta, rigelata e artificiale. Ognuno ha un comportamento diverso sotto gli sci.
Neve fresca e neve ventata
Indice
La neve fresca è quella appena caduta. Con temperature basse resta leggera e asciutta; con temperature vicine allo zero diventa pesante e bagnata e frena gli sci. Con le prime nevicate, però, lo strato è spesso sottile: sotto possono affiorare sassi ed erba, soprattutto ai bordi pista.
Quando nevica con il vento, i cristalli si rompono e si compattano in lastre. È la neve ventata: dura in superficie, spesso accumulata sui pendii sottovento e sulle creste. Fuori dalle piste è la condizione che richiede più attenzione, perché le lastre possono staccarsi.

Battuta, rigelata e artificiale: i tipi di neve in pista
- Neve battuta: è quella dei gatti delle nevi, compatta e uniforme. È la più prevedibile, ma si consuma in fretta dove il traffico è alto.
- Neve rigelata: si forma quando la neve bagnata ricongela di notte. Al mattino è dura e ghiacciata, poi si ammorbidisce con il sole. È tipica dei primi giorni della stagione e delle ore prima delle 10.
- Neve artificiale: prodotta dai cannoni, ha cristalli piccoli e rotondi, più densa e compatta di quella naturale. Regge meglio al caldo e al passaggio, ma può essere dura quando fa freddo.
A inizio stagione molte piste sono quasi interamente di neve programmata: la base è solida, ma i bordi e i fuoripista possono essere poveri di neve.
Come leggere la neve prima di partire
Tre controlli rapidi prima di salire:
- Temperatura della notte: se è scesa sotto zero dopo una giornata mite, aspettati neve rigelata fino a metà mattina. Per la quota in cui piove o nevica ci si può appoggiare allo zero termico e alla quota neve.
- Esposizione: i versanti a sud si trasformano prima, quelli a nord restano duri più a lungo.
- Bollettini e webcam: il bollettino neve e le webcam delle località mostrano lo stato reale delle piste e dei bordi.
Cosa cambia nella sciata
Sulla neve fresca bisogna mantenere il peso centrato e curvare con meno forza. Sul rigelato servono lamine affilate e curve più corte e controllate. Sulla neve artificiale conviene stare più morbidi e prevedere qualche tratto duro. Sulla ventata, fuori pista, la regola è semplice: senza un’analisi del manto e il kit di sicurezza non si entra.
Per leggere la situazione in modo completo c’è la nostra guida a previsioni, bollettino valanghe e mappe.
I tipi di neve e le valanghe
La differenza tra i tipi di neve conta soprattutto fuori dalle piste. La neve fresca caduta con il vento forma lastre, la neve bagnata dopo un rialzo termico perde coesione e gli strati deboli sepolti da nevicate successive possono cedere. Il bollettino valanghe indica per ogni zona il grado di pericolo e il problema tipico del manto, ed è il primo documento da leggere prima di una gita: lo spieghiamo nel nostro articolo sul bollettino valanghe. Riconoscere i tipi di neve aiuta a capire quello che il bollettino segnala, ma non lo sostituisce.
La neve di novembre è questa: poca, tecnica, spesso fredda al mattino. Chi la sa leggere scia meglio.